
Descrizione
Chronicle of Everyday Life è una vecchia strada sotto la pioggia, con le luci accese. Non appartiene né al passato né al futuro, ma si sovrappone al tessuto della città di oggi: all’incrocio ci sono semafori e strisce pedonali, lungo il marciapiede sono parcheggiate bici in sharing e gli autobus sono ricoperti di pubblicità. Eppure basta alzare lo sguardo: all’imbocco della strada si erge un portale ornato di lanterne a forma di loto e di carpa koi. Al di là si apre un altro mondo: un lastricato di pietra azzurra reso lucido dalla pioggia, lanterne rosse appese lungo la strada e lanterne a forma di koi che nuotano dal ponte di pietra, sopra l’acqua e dentro la notte di un blu profondo. Qui la città moderna e i tempi andati si lasciano reciprocamente in pace, e il caldo bagliore di una fiera del tempio cade sugli ombrelli di chi rientra tardi.
Il film è una passeggiata in questa notte di pioggia. La macchina da presa parte dall’incrocio moderno e attraversa il portale mentre calde luci arancioni sbocciano strato dopo strato attraverso la pioggia. La strada bagnata allunga ogni lampada in un riflesso, e un banco di lanterne koi nuota sopra le teste attraversando il ponte di pietra, con le code che ondeggiano, come stelle che si rifiutano di spegnersi. La pioggia regge il paesaggio sonoro, e il rumore della fiera lontana arriva attutito, filtrato dalla pioggia: il mondo è silenzioso, ma non solitario. La macchina da presa scende lungo la strada, attraversa il ponte e infine si volta indietro, e la strada moderna da cui è arrivata e la via illuminata dalle lanterne alle sue spalle condividono la stessa inquadratura. Questo mondo non è altrove; è nascosto sulla strada che percorri ogni giorno tornando a casa dal lavoro.
È un dono per chiunque stia attraversando un momento difficile: chi lavora fino a tardi ed esce da un palazzo di uffici ritrovandosi tra file di lampioni dalla luce fredda, chi è lontano da casa e ascolta la pioggia alla finestra di una stanza in affitto, chi ha appena vissuto un fallimento e sente che il mondo lo ha lasciato indietro. Il nome sul portale porta il messaggio dell’autore: ogni notte che superi, qualcuno la sta superando insieme a te, e le luci di questa strada restano accese per chi rientra tardi. Il mondo è vasto e i monti e i fiumi sono lontani, ma c’è sempre una strada, una lampada, una lanterna koi che nuota sotto il ponte, in attesa del tuo ritorno.
Questo mondo è nato come un concept art che ha ottenuto un riconoscimento al settimo concorso di arte digitale GGAC. Questa volta l’autore lo ha trasformato da un singolo dipinto in un mondo in tempo reale in cui la macchina da presa può entrare, renderizzato in Unreal Engine 5 con inquadrature multicamera realizzate con Sequencer, un’illuminazione a più livelli e un sistema meteo e atmosferico, e costruito con Maya, ZBrush, Substance 3D Painter e Photoshop.
Come è stato usato Tripo
La struttura principale del portale è stata generata con Tripo: la porta all’imbocco della strada, che reca il nome dell’opera e si erge tra l’incrocio moderno e la via delle lanterne bagnata dalla pioggia.


