
Descrizione
Pediment of Modernism reimmagina la composizione del frontone orientale del Partenone come un racconto scultoreo dell’architettura moderna. Tratta il frontone antico non come uno sfondo decorativo, ma come un rigoroso sistema spaziale, le cui ventidue posizioni scultoree possono accogliere una nuova narrazione storica.
Sotto la cornice triangolare, due discendenze architettoniche avanzano l’una verso l’altra: l’ala sinistra si sviluppa a partire da Le Corbusier, la destra segue Mies van der Rohe. Al vertice, un anziano Frank Gehry regge il Museo Guggenheim di Bilbao; non rappresenta né la vittoria né la divinità, ma il punto instabile in cui quelle tradizioni in competizione vengono ereditate, messe in discussione e trasformate.
Ogni architetto compare in una forma matura e riconoscibile, con abiti moderni storicamente appropriati e un solo, sobrio attributo identificativo. Le Corbusier tiene in mano Notre-Dame-du-Haut a Ronchamp; Walter Gropius è affiancato dalla facciata del Bauhaus con la sua scritta verticale; Philip Johnson porta il 550 Madison Avenue. Eileen Gray compare accanto a Le Corbusier con il suo tavolino E-1027, facendo un gesto malizioso che mette tacitamente in discussione l’autorialità e la gerarchia convenzionali del canone modernista. Agli angoli esterni, i cavalli della composizione antica diventano veicoli del Novecento, la Voisin C7 di Le Corbusier e l’Oldsmobile 88 Convertible del 1954 di Mies: carri moderni che mantengono lo slancio verso l’esterno e la silhouette bassa dell’originale.
Resa interamente in un caldo marmo bianco, l’opera unisce persone, edifici, arredi, macchine e storie contese in un unico linguaggio materico. È concepita come una scultura digitale da esplorare nei dettagli, con la prospettiva futura di una fabbricazione e di un’installazione modulari. È nata inizialmente per Figures of Architecture dell’AIA New York; poiché lì le immagini generate dall’IA non sono ammesse, l’autore l’ha presentata fuori concorso, come contributo trasparente alla discussione. Le viste ortografiche sono state create in ChatGPT, e anche Blender ha fatto parte del processo.
Questo mondo è offerto come regalo all’AIA New York | Center for Architecture, e a studenti, architetti e pubblico: un ritratto di famiglia architettonico che rende visibili le discendenze ereditate lasciandole aperte alla critica, all’umorismo e a nuove interpretazioni.
Come è stato usato Tripo
L’autore ha portato l’opera a Tripothon per farla avanzare con Tripo: gli strumenti di Tripo per image-to-3D, multivista, segmentazione e retopologia possono trasformare il concetto in geometria modificabile e aprire la strada alla fabbricazione fisica. Per l’autore, qui l’IA è uno strumento di progettazione iterativo, non un’autorialità nascosta.


