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AIDA in the Checkerboard World

Un film d’opera sperimentale che reinventa l’Aida di Verdi come una vasta società-scacchiera in cui ognuno è un pezzo con una posizione e una mossa assegnate, e in cui il sacerdote che racconta le regole scopre di essere anche lui un pezzo.

Autore: YIAN LI
AIDA in the Checkerboard World

Descrizione

AIDA in the Checkerboard World: The Priest's Gambit è un film d’opera sperimentale e un progetto di costruzione di mondi che reinventa l’Aida di Verdi come una monumentale società-scacchiera, in cui a ogni personaggio vengono assegnati un pezzo, una posizione e una regola di movimento. Il sacerdote Ramfis apre il film come narratore delle regole del sistema; alla fine scopre di essere anche lui uno dei pezzi. È un regalo per colei che sceglie da sé le proprie mosse.

Il progetto è nato come reinterpretazione scenografica dell’Aida: un modellino fisico del palcoscenico, un sistema di personaggi-pezzi degli scacchi, costumi scultorei, una monumentale luna-schermo e scenografie architettoniche, sviluppati in un unico mondo visivo coerente. Il film porta questo design fisico nell’immagine in movimento attraverso un processo ibrido fatto di modellismo, fotografia di personaggi BJD, immagini e video generativi, musica assistita dall’IA, sound design e montaggio manuale. Invece di lasciare che sia la generazione a decidere il mondo, la scenografia originale ne diventa il vincolo: architettura, costume, materiale, gerarchia e movimento fissano le regole entro cui ogni immagine generata deve vivere.

Il risultato si colloca tra opera, cinema, teatro in miniatura e creazione di immagini sintetiche. Il suo mondo cerimoniale in bianco e nero perde gradualmente stabilità man mano che i corpi si muovono oltre le posizioni assegnate e la materia organica entra nel palcoscenico costruito.

Midjourney è stato usato per la generazione di immagini e lo sviluppo visivo; Kling, Runway, Seedance e Happyhorse per video generativi ed esperimenti image-to-video; Suno per la musica assistita dall’IA; DaVinci Resolve e gli strumenti Adobe per montaggio e post-produzione. I modellini fisici del palcoscenico, lo styling e la fotografia delle BJD, il design dei personaggi, la scenografia e le immagini originali sono opera dell’artista. Prima dell’hackathon, il progetto aveva già il concept del mondo-scacchiera, il design di personaggi e costumi, i modellini del palcoscenico, il lavoro sui personaggi BJD e i primi studi visivi; durante l’evento, l’autore ha ampliato il mondo con un nuovo workflow 3D supportato da Tripo, realizzando alcuni personaggi come modelli 3D e portandoli nella più ampia costruzione di mondi digitale.

Come è stato usato Tripo

Tripo è il ponte tra il concept design dei personaggi e il mondo 3D del progetto, con un ruolo di supporto all’interno di un workflow ibrido.

  • Modelli dei personaggi: l’autore ha usato Tripo per trasformare una selezione di design 2D dei personaggi in modelli 3D, estendendo nello spazio il linguaggio dei costumi ispirati ai pezzi degli scacchi. Questo workflow 3D è stato aggiunto durante l’hackathon.
  • Workflow ibrido: i modelli generati sono stati usati accanto a modellini fisici, fotografia BJD, strumenti generativi di immagini e video e montaggio manuale. Tripo è servito da ponte di supporto tra il concept design dei personaggi e la costruzione di mondi 3D del progetto, più che da motore creativo principale.

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