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Between the Echoes

Un cortometraggio sull’addio: anni dopo la morte del padre, Chen Mo torna a casa, segue vecchi oggetti fino a un ricordo ricostruito, mantiene la promessa che si erano fatti di vedere il mare e trasmette quell’amore alla generazione successiva.

Autore: Between the EchoesCodice sorgente
Between the Echoes

Descrizione

Between the Echoes è una storia di ricongiungimento e di addio dentro la memoria. Anni dopo aver perso il padre, Chen Mo torna nella casa della sua infanzia. Guidato dagli oggetti appartenuti al padre, entra in uno spazio della memoria ricostruito, dove i due mantengono finalmente la promessa di vedere il mare insieme. Quando l’immagine del padre svanisce, Chen Mo comincia l’addio che non ha mai potuto dire, e in seguito condivide questo ricordo con la generazione successiva.

Il film esplora il modo in cui l’amore continua dopo una perdita. È un dono per chiunque abbia ancora un addio da dire: un luogo in cui la nostalgia incompiuta possa trovare riposo e in cui il ricordo diventi un legame con la generazione successiva.

La produzione unisce immagini e video generati con l’IA a montaggio, sound design e color grading. Il workflow va dalla sceneggiatura e dalla pianificazione delle inquadrature alla generazione visiva e al perfezionamento delle inquadrature, fino all’assemblaggio finale, con particolare attenzione alla coerenza dei personaggi e alla continuità visiva. Oggetti ricorrenti, un posto vuoto e il suono costante delle onde legano lo scorrere del tempo ai sentimenti che restano.

Le immagini sono state generate con Nano Banana e Seedance e i video con Seedance e Kling, con World Labs e PixVerse a completare la cassetta degli attrezzi; il film è stato montato in CapCut, mentre musica ed effetti sonori sono stati generati con lo strumento di musica IA di MiniMax.

Come è stato usato Tripo

Tripo ha trasformato i vecchi oggetti che portano con sé la storia da oggetti di scena sullo schermo in scrigni di memoria in 3D che gli spettatori possono esplorare.

  • Oggetti in 3D: il film attribuisce prima a ogni oggetto il suo significato emotivo, poi Tripo trasforma gli oggetti 2D in asset 3D, facendo dei modelli una porta d’accesso interattiva alla storia.
  • Verso il web: gli oggetti 3D vengono portati in una pagina web e collegati alle immagini generate con l’IA e al sound design, così gli spettatori ricompongono la storia mentre li esaminano, passando dal guardare un film all’esplorare un ricordo.

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