
Descrizione
The House Turning Off Its Lights è un cortometraggio dreamcore per una madre che non riesce più a trattenere i propri ricordi: un modo per portare fuori l’ultima luce prima che le luci della sua memoria si spengano una dopo l’altra.
Nel film, la memoria di una madre diventa una casa che spegne le sue luci. Ogni volta che lei dimentica qualcosa, la luce di una stanza si spegne per sempre. Il corridoio si allunga all’infinito e gli stipiti delle porte svaniscono uno dopo l’altro. I mobili sono coperti di una polvere che sembra insieme neve e cenere, il pavimento si trasforma in acqua bassa e l’acqua riflette un vicolo di Shanghai nel 1998. Un telefono è sospeso a mezz’aria e dalla cornetta esce una registrazione in cui lei chiede, ancora e ancora: «Hai mangiato?», con una voce sempre più lenta e flebile. Un vecchio pettine fluttua nell’aria e i capelli rimasti impigliati tra i suoi denti continuano a crescere. Un maglione incompiuto sferruzza da solo il suo ultimo punto, e i punti compongono le parole «Non ricordo, ma ti voglio bene.»
Alla fine, nella camera da letto resta solo una luce che respira. Nel momento in cui si spegne, il pettine nella mano del protagonista si illumina: è diventato lui quella luce. In chiusura compare un testo bianco in Arial: «Hai dimenticato. Io ricordo. D’ora in poi sono io quella luce.» È una storia di protezione rovesciata: un tempo la madre ricordava tutto, e ora tocca a lui ricordare per lei.
Il film usa personaggi low-poly non realistici, dall’aspetto di plastica e con texture sfocate, su una palette dreamcore di pastelli sbiaditi e verde da vecchio ospedale, per mostrare la memoria che svanisce. Per la modellazione, Tripo ha preso il posto dei software di modellazione tradizionali.
Come è stato usato Tripo
Per la modellazione 3D del film, Tripo ha sostituito i software di modellazione tradizionali.


