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Dotting the Eyes

Un cortometraggio fotorealistico sulla danza del leone del Lingnan e sull’arte di costruire i leoni: un giovane artigiano non riesce a dare l’anima al suo leone finché un vecchio maestro non ne sposta sopracciglia e occhi di pochi millimetri, segna gli occhi con il cinabro e il leone si risveglia.

Autore: xiaowu
Dotting the Eyes

Descrizione

Dotting the Eyes ruota attorno allo xingshi, la danza del «leone che si risveglia» della regione del Lingnan, nel Guangdong, e all’arte tradizionale di costruire i leoni, raccontando come una generazione di artigiani trasmetta la propria arte alla successiva. In una bottega di leoni in una vecchia strada del Lingnan, un giovane artigiano continua a rielaborare il suo leone. L’armatura di bambù, la carta di riso, il pelo e i dettagli dipinti sono tutti realizzati con cura, eppure, qualunque cosa cambi, sente che al leone manca ancora un vero spirito.

Un vecchio maestro passa davanti alla bottega. Non demolisce il lavoro del giovane né ricomincia da capo; si limita a regolare di pochi millimetri le sopracciglia, gli angoli degli occhi e il pelo, e con una manciata di pennellate rimodella l’espressione del leone. Infine prende un pennello intinto nel cinabro ed esegue il tradizionale rito della pittura degli occhi. Non c’è magia appariscente né alcuna esplosione quando il pennello tocca la superficie: la luce del mattino entra negli occhi del leone, il suo pelo bianco si muove in una brezza leggera, i campanelli d’ottone oscillano appena, e quello che era solo un oggetto artigianale sembra, per la prima volta, vedere il mondo. Passa dall’immobilità a una vita animata dallo spirito, fino al vero risveglio.

Attraverso questa storia, l’autore vuole dire che la vera trasmissione non consiste nel copiare ciò che ha fatto la generazione precedente, ma nel capire perché un mestiere possa prendere vita. L’ultimo tratto è il dono del vecchio maestro al giovane artigiano, e il dono della tradizione al futuro, per la generazione successiva ancora disposta a portare avanti la tradizione. Un tratto segna gli occhi, e ciò che si risveglia non è solo il leone, ma il mestiere e la sua trasmissione.

Il film adotta uno stile fotorealistico cinematografico ed è ambientato principalmente in una tradizionale bottega di leoni del Lingnan, con dettagli ravvicinati dei materiali come le fibre di bambù, un vecchio tavolo di legno, il cinabro, i pennelli, il pelo del leone e la pittura a mano, per rendere il mestiere così reale da poterlo toccare. L’AIGC è stato usato soprattutto per i personaggi, le scene, le inquadrature continue e i momenti difficili da filmare nella realtà, come il risveglio del leone. L’autore ha volutamente dosato gli effetti di IA: la prima metà resta rigorosamente realistica, e solo dopo la pittura degli occhi compaiono misurati cambiamenti surreali, in modo che la tecnologia non sostituisca la tradizione, ma aiuti lo spirito, la vitalità e il fascino astratti della cultura tradizionale a prendere una forma visibile. Dotting the Eyes è stato creato da zero per questo concorso.

Come è stato usato Tripo

Tripo si è occupato del lavoro di base in 3D per Dotting the Eyes, trasformando i design visivi del leone e della bottega in riferimenti 3D che hanno mantenuto coerenti gli storyboard in AIGC.

  • Asset di riferimento 3D: i design del leone del Lingnan, della bottega tradizionale e di altri elementi sono stati trasformati con Tripo in asset di riferimento 3D per la produzione successiva, quindi usati per verificare e regolare forme, strutture e rapporti spaziali.
  • Storyboard coerenti: i modelli hanno permesso all’autore di cogliere rapidamente la struttura tridimensionale del leone, così proporzioni, silhouette e rapporti spaziali della testa del leone sono rimasti coerenti quando gli storyboard sono stati generati in AIGC. Strumenti di generazione di immagini, di generazione video e di montaggio hanno poi completato il film.

Film