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Gacha Tactics è un regalo per chi custodisce con affetto i ricordi d’infanzia e per chi tiene ancora dei giocattoli sulla scrivania. Porta l’entusiasmo dei giocattoli d’infanzia, degli eroi preferiti e delle avventure immaginarie in un mondo in miniatura da tavolo.
Il gioco nasce dai sogni d’infanzia dell’autore, ispirato ai robot trasformabili, ai mattoncini da costruzione e alle action figure delle squadre di eroi di quegli anni. L’autore voleva catturare la gioia di collezionare giocattoli, creare i propri mondi e immaginare avventure senza limiti, e offrire ai giocatori un luogo in cui rivivere i propri ricordi più cari.
Il gameplay si ispira agli autobattler: colleziona miniature, disponi la tua squadra e il terreno e guarda la tua formazione entrare in azione. Scoprire sinergie, combinare unità e sperimentare configurazioni trasforma una collezione nostalgica in un parco giochi strategico. Nel dettaglio:
- Negozio a capsule: probabilità e reroll decidono quali unità ottieni
- Fusioni: combinare le unità ti permette di scegliere delle reliquie
- Il tabellone: un palcoscenico a diorama da tavolo, con caselle di terreno dotate di altezza e bastioni
- Trasformazione e combinazione: i veicoli diventano robot, e cinque robot si fondono in uno solo che spara un laser dal petto
- Inoltre: partite online asincrone, un tutorial e 10 lingue
Il gioco è sviluppato in solitaria in Godot, con Tripo che realizza i modelli 3D di questo piccolo mondo. Prima dell’evento, l’autore aveva già un prototipo Godot sviluppato da solo, chiamato Miniature Tactics: un autobattler a esagoni con un motore di combattimento deterministico, i primi dati su unità, abilità e reliquie, regole di sinergia e oltre 90 modelli 3D, che la demo riutilizza. Durante l’evento è stato ricostruito come Gacha Tactics; il negozio a capsule, il terreno, trasformazioni e fusioni, le partite online e tutto il resto elencato sopra, insieme a circa 150 nuovi modelli Tripo, sono stati realizzati in quel periodo.
Come è stato usato Tripo
Tripo è l’intera pipeline artistica 3D: ogni figura, prop e casella di terreno sul tabellone è un modello Tripo.
- Per ogni asset: la generazione di immagini di Tripo disegna il concept (l’image-to-image mantiene le nuove figure nello stile del roster e può cambiare la posa di un robot senza modificarne il design), l’image-to-3D di P2 costruisce il modello, la retopologia intelligente lo converte in quad, la segmentazione intelligente separa le parti che devono muoversi (armi, parti per la fusione, capsule) e il risultato viene esportato in GLB.
- Strumenti batch: script CLI registrano ogni ID di task ed eseguono il bake dei modelli, e Godot li rifinisce come miniature dipinte.
- Volumi: il prototipo precedente all’evento contava già 67 figure di unità Tripo, e durante l’evento sono stati realizzati circa 150 nuovi modelli Tripo.


